L’introduzione di Mons. Mura

15 Novembre 2024
Pubblichiamo l’introduzione di Mons. Antonello Mura, Vescovo di Nuoro e di Lanusei, membro della Presidenza del Comitato del Cammino sinodale, moderatore della prima sessione dell’Assemblea sinodale.
“Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alla Chiesa” (cfr Ap 2,7.11.17.29; 3,6.13.22). Ci sentiamo avvolti da questo invito che abbiamo cantato nella preghiera, il quale risuona sette volte nei primi capitoli dell’Apocalisse e stasera ci raggiunge confortante e provocatorio. Lo Spirito Santo ci ha condotto qui e, nel convocarci come Chiese – battezzati con diversità di vocazioni, compiti e servizi – ci incoraggia ad ascoltarlo e ad ascoltarci, confidando nei doni che continua a elargire a tutti noi.
Un saluto affettuoso a tutti voi, a nome della Presidenza della CEI e del Comitato del Cammino sinodale. Oggi arriviamo non solo da strade diverse ma anche da cammini sinodali diversificati, portati avanti in ogni Diocesi. In questi tre anni abbiamo sperimentato, anche con modalità e coinvolgimenti diversi, la gioia dell’incontro e la bellezza dell’ascolto, non solo tra noi ma anche con persone e istituzioni che ci vivono accanto. Dopo la pandemia, anche solo questa finalità ha permesso di ritrovarci e di incoraggiarci per l’unica missione che conta: annunciare il Vangelo di Gesù e trasmettere con perseveranza la fede.
Siamo in sintonia, nel nostro camminare – talvolta faticoso e perfino incompreso – con il Sinodo delle altre Chiese nel mondo, manifestatosi universalmente nelle due Sessioni del Sinodo dei Vescovi, le cui conclusioni risuoneranno nei nostri lavori. Siamo cioè inseriti in una circolarità sinodale che ogni volta di più diviene esperienza di Chiesa e rinnovata partecipazione alla sua missione.
Molti di noi, in questi anni sono stati raggiunti, magari anche alla vigilia di questa Assemblea sinodale, dalla domanda: “Be’ … avete risolto tutti i problemi della Chiesa?!…”. La domanda, ingannevole e superficiale, non ci esime però dal rispondere con i fatti: abbiamo camminato come Chiesa in questi anni con fiducia, abbiamo fatto molti passi per essere consapevoli della rinnovata missione della Chiesa, altri ne rimangono da fare ma, soprattutto, ci sono donne e uomini che hanno partecipato agli incontri sinodali con entusiasmo, rispondendo all’invito di papa Francesco. Non possiamo deludere le loro attese e tutti gli appelli che sono giunti fin qui, anche attraverso di noi.
Se è vero che nessuno ci può costringere, per decreto, ad emozionarci, spero e credo che, anche solo osservandoci in questo luogo così significativo – nel quale tra l’altro San Giovanni XXXII, il 25 gennaio 1959, annunciò l’intenzione di indire il Concilio Vaticano II – noi stasera proviamo un po’ di emozione, un sano entusiasmo per esserci e per condividere questa tappa che del nostro Percorso, che si avvia a gettare le basi dello Strumento di lavoro che preparerà la conclusione della fase profetica, quella della seconda Assemblea di fine marzo e inizio di aprile.
La nostra è una convocazione che vede la CEI, quindi la Chiesa in Italia, protagonista attiva, per questo, con tutti voi, ringrazio la Presidenza e tutte le donne e gli uomini che hanno lavorato e stanno lavorando per questo appuntamento. Qualsiasi disagio o difficoltà organizzativa, a cui potremo andare incontro, sarà niente rispetto a quanto ci viene offerto come esperienza. Sono certo che questo sarà lo sguardo essenziale che ci accompagnerà.
Buon lavoro a tutti noi, con la passione giusta per condividere incontri, dialogo e contenuti.